velleia Veleia

La città romana di Veleia si sviluppa alle spalle della colonia di Piacenza , nella valle del Chero, poco prima della metà del II sec. A.C. , in territorio ligure, allorché viene domata la lunga resistenza delle popolazioni indigene.
Il nome deriva da quello di una tribù ligure, i Veleates o Veliates. Ma, probabilmente, già dal I sec. d.C. la città è designata nella parlata corrente con l’appellativo, sopravvissuto nel Medioevo, di Augusta, che distingue talvolta centri romani in territori mai del tutto romanizzati.
Lontano dalle grandi strade transappenniniche, male esposto e minacciato da frane, il sito favorisce probabilmente una spontanea evoluzione del primitivo nucleo urbano in virtù delle acque cloruro-sodiche presenti nei suoi terreni, oggetto di devozione per le loro proprietà terapeutiche, sicuramente apprezzate anche per usi alimentari.
Scavi recenti hanno rimesso in luce resti di costruzioni anteriori alla creazione del foro, nonché tracce del suo originario ingresso sostituito dopo la metà del I sec. d.C. da quello monumentale ubicato sul lato settentrionale.
A monte del foro sorgevano quartieri d’abitazione e un edificio termale.
La terrazza su cui si leva sin dall’epoca medievale una pieve dedicata a S. Antonino, ospitava fin dall’antichità un edificio di culto.
In questo sito archeologico si svolge ogni anno, nella stagione estiva, la rassegna “Teatro e Archeologia”: una serie di rappresentazioni teatrali, in genere commedie latine, nella suggestiva cornice del foro romano.